Patent box: scadenza dell’opzione fissata al 29 gennaio
Innovazione e transizione tecnologica: opportunità con il Patent Box
La Legge di Bilancio 207/2024, in attesa di una riforma organica prevista dall’articolo 6, lettere a) e b), della Legge 111/2023 e della bozza del Testo Unico delle Agevolazioni Tributarie, ha introdotto interventi su diversi incentivi. Tra questi, spiccano i crediti d’imposta, la maggiorazione dei costi deducibili e l’aliquota IRES ridotta, con l’obiettivo di sostenere Transizione 5.0, Industria 4.0, investimenti in beni tecnologici avanzati, incrementi occupazionali e la quotazione delle PMI (articolo 1, commi 399 e seguenti).
Tuttavia, nell’ambito della transizione tecnologica, uno degli strumenti più rilevanti rimane il nuovo Patent Box, introdotto dall’articolo 6 del DL 146/2021 e regolamentato dal provvedimento del 15 febbraio 2022, n. 48243. Questo incentivo, ormai consolidato, offre diversi vantaggi:
- Nessuna limitazione temporale;
- Semplicità di applicazione;
- Assenza di clausole di recapture o decadenza;
- Protezione sanzionatoria grazie alla penalty protection.
A chi spetta il beneficio
Il Patent Box è destinato alle imprese che sostengono spese eleggibili per la creazione di beni immateriali e per l’ottenimento del relativo titolo di privativa. Tra i beni ammissibili:
- Software protetti da copyright;
- Brevetti industriali per invenzioni o modelli di utilità;
- Disegni e modelli;
- Combinazioni di due o più di questi beni.
Attualmente, rimane escluso il know-how (processi, formule e informazioni tutelabili giuridicamente), la cui inclusione sarebbe auspicabile per allinearsi alle direttive OCSE. Tuttavia, l’ambito oggettivo del Patent Box è ampio, includendo invenzioni biotecnologiche, certificati di protezione complementari, brevetti per varietà vegetali e topografie di semiconduttori, come specificato nella circolare 5/E dell’Agenzia delle Entrate del 24 febbraio 2023 e nel Codice della Proprietà Intellettuale (Dlgs 30/2005).
Super-deduzione al 110%: vantaggi fiscali e non solo
La deduzione al 110% ai fini IRES, IRPEF e IRAP rappresenta un’agevolazione estremamente vantaggiosa, per diversi motivi:
- Trasversalità: è accessibile a tutte le imprese innovative, incluse quelle in perdita fiscale, purché non siano in stato di crisi.
- Automatismo: dura cinque anni e si applica direttamente in dichiarazione con una logica “front end”, basata sui costi eleggibili sostenuti.
- Cumulabilità: può essere combinata con altri incentivi.
- Esimente sanzionatoria: garantita dalla presenza di una documentazione idonea.
Sebbene l’agevolazione richieda l’assunzione di costi per la tutela legale o la registrazione dei beni immateriali, il ritorno dell’investimento è significativo non solo per motivi fiscali ma anche per i vantaggi extrafiscali:
- Maggiore potere contrattuale nelle relazioni commerciali;
- Possibilità di monetizzare l’innovazione tramite licenze d’uso;
- Aumento del valore dell’azienda;
- Accesso semplificato a finanziamenti e investimenti;
- Rafforzamento dell’immagine e del brand;
- Incremento di partnership e collaborazioni strategiche, anche a livello internazionale.
Scadenze e adempimenti
Il Patent Box si conferma come uno strumento strategico per promuovere l’innovazione e la competitività. Le imprese interessate a opzionare il regime quinquennale già dal 2023 hanno tempo fino al 29 gennaio per completare gli adempimenti previsti mediante dichiarazione integrativa.
In sintesi, nel panorama degli incentivi volti a sostenere l’innovazione e la transizione tecnologica, il Patent Box rappresenta una scelta imprescindibile per le imprese lungimiranti.