Aiuti alle imprese: nuovi controlli a partire da un milione di euro

18 Marzo 2025

Controlli sui fondi pubblici: nuove regole per società, enti e fondazioni

I controlli sull’utilizzo degli aiuti pubblici scatteranno quando una società, un ente, un organismo o una fondazione riceverà fondi dalla Pubblica Amministrazione superiori a 1 milione di euro o pari ad almeno il 50% delle proprie entrate, ricavi o valore della produzione.

Tuttavia, alcune voci saranno escluse dal calcolo, tra cui:

  • I corrispettivi per beni e servizi venduti alle Pubbliche Amministrazioni

  • Risarcimenti e indennità

  • Crediti d’imposta

  • Contributi destinati a un’ampia platea di soggetti, senza specifica assegnazione

Escluse dal meccanismo di controllo anche le organizzazioni del Terzo settore e le realtà che ricevono aiuti dagli enti locali. Il monitoraggio riguarderà esclusivamente i contributi erogati dallo Stato, tramite amministrazioni centrali, società pubbliche a maggioranza statale (escluse le quotate e le loro controllate) o enti pubblici non economici vigilati dallo Stato.

Il sistema considererà in modo cumulativo i fondi ricevuti dal 1° gennaio 2024, senza effetto retroattivo. La prima relazione sugli aiuti pubblici dovrà essere redatta dagli organi di controllo delle imprese beneficiarie e inviata alla Ragioneria generale dello Stato entro il 30 aprile 2026.


Un controllo più flessibile rispetto alla versione iniziale

Il nuovo sistema di verifica nasce da un decreto attuativo del Governo, sviluppato per applicare una norma della legge di bilancio inizialmente molto più restrittiva. La prima versione, infatti, prevedeva l’intervento diretto degli ispettori ministeriali in tutte le società ed enti che ricevevano almeno 100.000 euro di fondi pubblici.

Dopo un acceso dibattito politico, il meccanismo è stato ammorbidito, assegnando i controlli ai revisori e sindaci delle realtà beneficiarie, anziché ai funzionari ministeriali. Inoltre, il decreto ha introdotto tre modifiche chiave:

  1. Soglia più alta: il controllo scatta solo oltre 1 milione di euro o il 50% del bilancio per le realtà più piccole.

  2. Esclusione di alcune voci: crediti d’imposta e altri strumenti fiscali non verranno conteggiati, evitando controlli extra per le aziende che hanno beneficiato di incentivi come Transizione 4.0 o Superbonus.

  3. Esenzione per il Terzo settore: le organizzazioni non profit, spesso dipendenti da aiuti pubblici, non rientrano tra i soggetti obbligati al monitoraggio.


Come funzioneranno i controlli

Le verifiche seguiranno un doppio binario:

  • Chi eroga i fondi (Stato, ministeri, enti nazionali e società controllate non quotate) dovrà comunicare alla Ragioneria generale l’elenco delle realtà beneficiarie.

  • Chi riceve i fondi dovrà inviare, entro il 30 aprile di ogni anno, una relazione telematica dettagliata (le modalità saranno definite dal Ministero dell’Economia e delle Finanze).

L’obiettivo, come sottolineato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, è garantire un monitoraggio efficace sull’utilizzo delle risorse pubbliche. Le relazioni dovranno certificare che i contributi ricevuti sono stati impiegati nel rispetto delle finalità previste e hanno portato alla realizzazione dei progetti finanziati.

Se la certificazione non verrà fornita o se la relazione sarà inviata in ritardo, lo Stato potrà bloccare ulteriori finanziamenti, interrompendo anche eventuali rate di aiuti pluriennali.

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