FINANZA AGEVOLATA – OPPORTUNITÀ

PATENT BOX 2023

BENEFICIARI:

Società residenti in Italia

AGEVOLAZIONE:

Maggiorazione del 110% ai fini IRES ed IRAP dei costi di ricerca e sviluppo, innovazione, design e ideazione estetica, sostenuti negli 8 esercizi precedenti.

Il beneficio fiscale è pari a ca. 30% dei predetti costi

L’agevolazione è cumulabile con il Credito di Imposta Ricerca e Sviluppo

SPESE AMMISSIBILI:

  • Costo del personale (compresi amministratori)
  • Materie prime per la produzione di prototipi
  • Consulenze tecniche
  • Privative industriali
  • Ammortamenti e leasing
  • Ricerche affidate a terzi (extra-muros)

Condizioni:

Ottenimento della registrazione di una proprietà intellettuale, ad esempio:

  • brevetto su modello di utilità
  • copyright su software

CREDITO D’IMPOSTA RICERCA E SVILUPPO

CHI
Imprese residenti nel territorio dello Stato, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile.

COSA
Un credito d’imposta su spese relative ad attività di ricerca & sviluppo:

  • compensi agli amministratori
  • costi del personale
  • consulenze tecniche
  • privative industriali
  • contratti di ricerca commissionati a terzi
  • costi relativi all’utilizzo di beni strumentali aziendali
  • materie prime e di consumo

QUANTO
Dal 25% al 50% delle spese sostenute.

QUANDO
Nei periodi d’imposta dal 2018 al 2019.

Per le società che non hanno calcolato il credito di imposta negli anni di competenza, è possibile procedere al calcolo anche negli anni successivi ed utilizzare il credito in compensazione, previo invio di dichiarazione dei redditi integrativa.

FORMAZIONE 4.0

CHI
Imprese residenti nel territorio dello Stato, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile.

COSA
Un credito d’imposta sulle spese sostenute, relative a:

  • formatori, per le ore di partecipazione alla formazione;
  • costi di esercizio relativi a formatori e partecipanti alla formazione direttamente connessi al progetto di formazione, quali le spese di viaggio, i materiali e le forniture con attinenza diretta al progetto, l’ammortamento degli strumenti e delle attrezzature per la quota da riferire al loro uso esclusivo per il progetto di formazione (sono escluse le spese di alloggio);
  • costi dei servizi di consulenza connessi al progetto di formazione;
  • personale, relative ai partecipanti alla formazione e le spese generali indirette (spese amministrative, locazione, spese generali) per le ore durante le quali i partecipanti hanno seguito la formazione.

QUANTO
50% del costo sostenuto, nel limite massimo di 300.000 euro (piccole aziende);
40% del costo sostenuto, nel limite massimo di 250.000 euro (medie aziende);
30% del costo sostenuto, nel limite massimo di 250.000 euro (grandi aziende).

QUANDO
Nei periodi d’imposta 2020 – 2021 – 2022.

Per le società che non hanno calcolato il credito di imposta negli anni di competenza, è possibile procedere al calcolo anche negli anni successivi ed utilizzare il credito in compensazione, previo invio di dichiarazione dei redditi integrativa.

Quesiti da porre ad una società in via preliminare per comprendere se possiede i requisiti per poter fruire del credito d’imposta Formazione 4.0 ex art. 1, commi da 46 a 56, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 come prorogato dall’art. 1, commi da 210 a 217, della Legge 27 dicembre 2019 n. 160, da ultimo modificata dall’art. 1 della L. 30 dicembre 2020 n. 178.

RICERCA, INNOVAZIONE E DESIGN

CHI
Imprese residenti nel territorio dello Stato, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile.

COSA
Un credito d’imposta su spese relative ad attività di ricerca, innovazione e design.

  • compensi agli amministratori
  • costi del personale
  • consulenze tecniche
  • privative industriali
  • contratti di ricerca commissionati a terzi
  • costi relativi all’utilizzo di beni strumentali aziendali
  • materie prime e di consumo

QUANTO
Dal 6% al 20% delle spese sostenute.

QUANDO
Nei periodi d’imposta 2020-2021-2022.

D.LGS. 231/2001: RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLA SOCIETÀ E DEGLI ENTI

Il D.Lgs n. 231/2001 ha introdotto nell’ordinamento italiano la responsabilità “penale” delle persone giuridiche: il decreto prevede pesanti sanzioni a carico sia dell’Ente sia delle persone fisiche che lo rappresentano, in rapporto ad una serie di fattispecie criminose (cc.dd. “reati presupposto”). Tali reati spaziano dalla sicurezza sui luoghi di lavoro, alla Privacy, all’anti-riciclaggio, ai reati tributari e ambientali.

Il sistema sanzionatorio è molto articolato e prevede gravi conseguenze: le sanzioni economiche possono arrivare fino a 1,5 milioni di Euro, mentre le sanzioni interdittive possono prevedere anche il blocco definitivo dell’attività dell’azienda. A questo si può aggiungere la confisca dei proventi del reato, oltre alla pubblicazione della sentenza in un registro pubblico.

Risulta perciò estremamente intuitivo come un’azione penale possa pregiudicare i rapporti dell’azienda con clienti, banche, fornitori ecc., mettendo a serio rischio il futuro stesso dell’impresa.

La stessa legge (articolo 6 D.Lgs 231/2001) prevede che l’impresa possa essere esentata da responsabilità se fornisce la prova di aver efficacemente adottato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e gestione (MOG) idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi e di aver vigilato sull’osservanza degli stessi: stando quindi alla lettera della legge, la sola adozione del modello di organizzazione, gestione e controllo (“modello 231”) mette l’ente al riparo da tutte le possibili conseguenze negative sopra elencate.

CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO

Istituzioni Pubbliche o private di vario livello (europeo, nazionale, regionale, comunale) mettono a disposizione di tipologie ben definite di impresa (imprenditoria giovanile, imprenditoria femminile, start up ecc) dei contributi a fondo perduto: sono agevolazioni che le Imprese ricevono e che non prevedono restituzione né tasso di interesse.

Molto spesso un finanziamento agevolato comprende una quota a fondo perduto e una quota restante che è soggetta ad altre forme di agevolazioni, ovvero tassi di interesse inferiori rispetto a quelli di mercato.

Gli Enti eroganti possono essere vari, ad esempio la Commissione Europea con bandi sovranazionali o piuttosto bandi nazionali gestiti direttamente da Regioni o Comuni. Nel bando viene spiegato nel dettaglio quali sono le agevolazioni, i requisiti e le modalità di presentazione della domanda. I contributi a fondo perduto possono essere presi in considerazione sia per imprese ancora da costituire, sia per aziende esistenti.

GARANZIA AL CREDITO

Il fondo di garanzia è uno strumento predisposto dallo Stato per favorire l’accesso al credito bancario delle piccole e medie imprese: facendo ricorso al fondo di garanzia, le PMI situate sul territorio italiano, che non hanno più di 250 dipendenti e di 50 milioni di Euro di fatturato, possono infatti contare sullo Stato come garante per ottenere in modo più agevole la concessione di un finanziamento da parte di una banca.

Il fondo di garanzia costituisce un vantaggio anche per le banche, che possono così concedere credito a rischio zero: nel caso in cui il debitore risulti insolvente, infatti, potranno rifarsi direttamente sul fondo di garanzia o, qualora sia esaurito, sullo Stato.

FORMAZIONE FINANZIATA

L’impresa ha la possibilità di organizzare “corsi di formazione finanziati” per aggiornare o aumentare le competenze professionali dei propri collaboratori: la formazione del personale è indispensabile per rimanere competitivi all’interno del tessuto economico e sociale, e la formazione finanziata ha questa precisa finalità.

I FONDI INTERPROFESSIONALI
I Fondi Interprofessionali sono creati dalle aziende stesse e sono a loro disposizione: sono gestiti da realtà specificamente autorizzate, come ad esempio le associazioni sindacali e datoriali, e l’impresa può valutare di attingere a tali risorse quando intende finanziare una attività di aggiornamento e formazione dei dipendenti.

Con i Fondi Interprofessionali si possono finanziare attività di formazione:

– Territoriale;
– Settoriale;
– Aziendale

Inoltre, con i Fondi è possibile finanziare anche piani formativi individuali e tutte quelle attività collegate alla formazione dei dipendenti..

CONTRIBUTI IN CONTO INTERESSE

Il contributo in conto interessi è un una somma erogata a fronte della stipula di un contratto di finanziamento.
Il contributo, erogato dall’ente pubblico gestore dello strumento (Stato, Regione, Camera di commercio, ecc.), è finalizzato all’abbattimento del tasso applicato dalla banca: migliora pertanto il costo finanziario dell’operazione a favore dell’impresa agevolata, ma non favorisce la delibera da parte dell’Istituto erogante, in quanto la banca effettuerà la consueta valutazione della capacità di rimborso della controparte e sulla base di questa darà esito positivo o negativo.

Diverse sono le finalità che il contributo in conto interessi può supportare: il finanziamento può essere concesso a fronte di un programma di investimenti, per l’acquisto di singoli beni strumentali oppure per ripristinare la liquidità aziendale.

Trattandosi di una normale operazione finanziaria, ai fini della concessione del finanziamento e della relativa agevolazione, la banca sottoporrà il richiedente alla consueta valutazione della capacità di rimborso del finanziamento e dell’esistenza di idonee garanzie.
Il finanziamento può essere concesso a fronte di un programma di investimenti complesso, dell’acquisto di singoli beni strumentali oppure per ripristinare la liquidità aziendale.

RICERCA E SVILUPPO

Il Credito d’ imposta Ricerca e Sviluppo è una somma a cui hai diritto per aver sostenuto spese in ricerca e sviluppo per la tua attività. Lo stato riconosce l’importanza della ricerca in tutti i tipi di business, come elemento essenziale di crescita e di progresso.

AMBITO DI APPLICAZIONE SOGGETTIVO
Il Credito d’ imposta è attribuito a tutte le imprese che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo negli esercizi dal 2015 al 2020, senza alcun limite di forma giuridica, settore produttivo, o dimensioni.

AMBITO DI APPLICAZIONE OGGETTIVO
– Lavori sperimentali o teorici svolti
– Ricerca pianificata o indagini critiche
– Acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità
esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale allo scopo di produrre piani,
progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati.
– Produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi

COSTI AGEVOLABILI
– Personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo.
– Spese relative a contratti con università, enti di ricerca e simili, con altre imprese.
– Quote di ammortamento di strumenti e attrezzature di laboratorio.
– Competenze tecniche e privative industriali.

MODALITÀ DI FRUIZIONE
– Nessuna istanza preventiva (credito automatico);
– Credito compensabile in F24;
– Il credito non concorre alla formazione del reddito imponibile;
– Il credito è cumulabile con altre misure agevolative.

FORMAZIONE 4.0

CHI
Imprese residenti nel territorio dello Stato, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile.

COSA
Un credito d’imposta su spese relative al personale dipendente impegnato nelle attività di formazione.

QUANTO
– 50% del costo orario lordo sostenuto, nel limite massimo di 300.000 euro (piccole
imprese);
– 40% del costo orario lordo sostenuto, nel limite massimo di 250.000 euro (medie imprese);
– 30% del costo orario lordo sostenuto, nel limite massimo di 250.000 euro (grandi imprese).

QUANDO
Nel periodo d’imposta 2020.

RICERCA, INNOVAZIONE E DESIGN

CHI
Imprese residenti nel territorio dello Stato, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile.

COSA
Un credito d’imposta su spese relative ad attività di ricerca, innovazione e design.

QUANTO
– 12% delle spese sostenute per attività di ricerca e sviluppo fondamentale, industriale e
sviluppo sperimentale in campo scientifico o tecnologico, nel limite massimo di
3.000.000 di euro;
– 6% delle spese sostenute per attività di innovazione tecnologica finalizzate alla
realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o prodotti o processi nuovi o
sostanzialmente migliorati, nel limite massimo di 1.500.000 di euro;
– 10% delle spese sostenute per le attività di innovazione tecnologica finalizzate alla
realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per
il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0,
nel limite massimo di 1,5 milioni di euro;
– 6% delle spese sostenute per le attività di design e ideazione estetica, nel limite massimo
di 1,5 milioni di euro.

QUANDO
Nel periodo d’imposta 2020.

D.LGS. 231/2001: RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLA SOCIETÀ E DEGLI ENTI

Il D.Lgs n. 231/2001 ha introdotto nell’ordinamento italiano la responsabilità “penale” delle persone giuridiche: il decreto prevede pesanti sanzioni a carico sia dell’Ente sia delle persone fisiche che lo rappresentano, in rapporto ad una serie di fattispecie criminose (cc.dd. “reati presupposto”). Tali reati spaziano dalla sicurezza sui luoghi di lavoro, alla Privacy, all’anti-riciclaggio, ai reati tributari e ambientali.

Il sistema sanzionatorio è molto articolato e prevede gravi conseguenze: le sanzioni economiche possono arrivare fino a 1,5 milioni di Euro, mentre le sanzioni interdittive possono prevedere anche il blocco definitivo dell’attività dell’azienda. A questo si può aggiungere la confisca dei proventi del reato, oltre alla pubblicazione della sentenza in un registro pubblico.

Risulta perciò estremamente intuitivo come un’azione penale possa pregiudicare i rapporti dell’azienda con clienti, banche, fornitori ecc., mettendo a serio rischio il futuro stesso dell’impresa.

La stessa legge (articolo 6 D.Lgs 231/2001) prevede che l’impresa possa essere esentata da responsabilità se fornisce la prova di aver efficacemente adottato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e gestione (MOG) idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi e di aver vigilato sull’osservanza degli stessi: stando quindi alla lettera della legge, la sola adozione del modello di organizzazione, gestione e controllo (“modello 231”) mette l’ente al riparo da tutte le possibili conseguenze negative sopra elencate.

CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO

Istituzioni Pubbliche o private di vario livello (europeo, nazionale, regionale, comunale) mettono a disposizione di tipologie ben definite di impresa (imprenditoria giovanile, imprenditoria femminile, start up ecc) dei contributi a fondo perduto: sono agevolazioni che le Imprese ricevono e che non prevedono restituzione né tasso di interesse.

Molto spesso un finanziamento agevolato comprende una quota a fondo perduto e una quota restante che è soggetta ad altre forme di agevolazioni, ovvero tassi di interesse inferiori rispetto a quelli di mercato.

Gli Enti eroganti possono essere vari, ad esempio la Commissione Europea con bandi sovranazionali o piuttosto bandi nazionali gestiti direttamente da Regioni o Comuni. Nel bando viene spiegato nel dettaglio quali sono le agevolazioni, i requisiti e le modalità di presentazione della domanda. I contributi a fondo perduto possono essere presi in considerazione sia per imprese ancora da costituire, sia per aziende esistenti.

GARANZIA AL CREDITO

Il fondo di garanzia è uno strumento predisposto dallo Stato per favorire l’accesso al credito bancario delle piccole e medie imprese: facendo ricorso al fondo di garanzia, le PMI situate sul territorio italiano, che non hanno più di 250 dipendenti e di 50 milioni di Euro di fatturato, possono infatti contare sullo Stato come garante per ottenere in modo più agevole la concessione di un finanziamento da parte di una banca.

Il fondo di garanzia costituisce un vantaggio anche per le banche, che possono così concedere credito a rischio zero: nel caso in cui il debitore risulti insolvente, infatti, potranno rifarsi direttamente sul fondo di garanzia o, qualora sia esaurito, sullo Stato.

FORMAZIONE FINANZIATA

L’impresa ha la possibilità di organizzare “corsi di formazione finanziati” per aggiornare o aumentare le competenze professionali dei propri collaboratori: la formazione del personale è indispensabile per rimanere competitivi all’interno del tessuto economico e sociale, e la formazione finanziata ha questa precisa finalità.

I FONDI INTERPROFESSIONALI
I Fondi Interprofessionali sono creati dalle aziende stesse e sono a loro disposizione: sono gestiti da realtà specificamente autorizzate, come ad esempio le associazioni sindacali e datoriali, e l’impresa può valutare di attingere a tali risorse quando intende finanziare una attività di aggiornamento e formazione dei dipendenti.

Con i Fondi Interprofessionali si possono finanziare attività di formazione:

– Territoriale;
– Settoriale;
– Aziendale

Inoltre, con i Fondi è possibile finanziare anche piani formativi individuali e tutte quelle attività collegate alla formazione dei dipendenti..

IPERAMMORTAMENTO: INVESTIMENTI IN BENI STRUMENTALI

CHI
“Tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali”

COSA
La Legge di Bilancio 2021 modifica le percentuali del credito d’imposta derivante dagli ex super ed iper ammortamenti. Il “nuovo” CREDITO D’IMPOSTA BENI STRUMENTALI aumenta dal 6 al 10 per cento per il super ammortamento e fino al 50% per l’iper ammortamento. Scopo delle agevolazioni rientranti nel cosiddetto Piano Transizione 4.0 è quello di stimolare gli investimenti produttivi grazie ad un’accelerazione del processo di ammortamento fiscale del cespite considerato. L’obiettivo del legislatore nell’aumentare le percentuali di incentivo per l’anno 2021 è quello di rilanciare la Transizione 4.0 in un contesto economico recessivo dettato dalla pandemia, aumentando il numero di imprese potenzialmente interessate.

QUANTO
– beni strumentali nuovi = la nuova percentuale di credito d’imposta sarà pari al 10%
(ex super ammortamento);
– beni immateriali = la nuova percentuale sarà del 10 o 30 o 50% a seconda dei beni di
cui allegato A della Legge di Bilancio 2017) (ex iper ammortamento o piano Industria
4.0);
– beni immateriali di cui all’allegato B della Legge di Bilancio 2017 = la nuova percentuale
sale al 20%.
Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione nel modello F24, in cinque quote annuali di pari importo, ridotte a tre per gli investimenti in beni immateriali.

QUANDO
Periodo d’imposta 2021

NUOVA SABATINI

E’ un contributo in conto interessi, una somma erogata a fronte della stipula di un contratto di finanziamento.
Il contributo, erogato dall’ente pubblico gestore dello strumento (Stato, Regione, Camera di commercio, ecc.), è finalizzato all’abbattimento del tasso applicato dalla banca: migliora pertanto il costo finanziario dell’operazione a favore dell’impresa agevolata, ma non favorisce la delibera da parte dell’Istituto erogante, in quanto la banca effettuerà la consueta valutazione della capacità di rimborso della controparte e sulla base di questa darà esito positivo o negativo.

Diverse sono le finalità che il contributo in conto interessi può supportare: il finanziamento può essere concesso a fronte di un programma di investimenti, per l’acquisto di singoli beni strumentali.

Trattandosi di una normale operazione finanziaria, ai fini della concessione del finanziamento e della relativa agevolazione, la banca sottoporrà il richiedente alla consueta valutazione della capacità di rimborso del finanziamento e dell’esistenza di idonee garanzie.