Decreto 231: riforma in arrivo con estinzione del reato e confisca

17 Aprile 2025

Riforma del decreto legislativo 231/2001: nuove regole sulla responsabilità degli enti

È pronto il nuovo testo di riforma del decreto legislativo 231/2001, che disciplina la responsabilità amministrativa degli enti. Elaborato da un gruppo di lavoro presso il Ministero della Giustizia, il documento è ora all’esame del ministro Carlo Nordio, in vista di un atteso intervento in materia di diritto penale dell’economia.


Le principali novità

1. Colpa di organizzazione e criteri di imputazione
La riforma introduce la colpa di organizzazione come elemento costitutivo dell’illecito, superando la distinzione tra reati commessi da apicali e dipendenti e abbandonando il riferimento all’elusione fraudolenta dei modelli organizzativi.
L’ente è ritenuto responsabile se:

  • non ha adottato o applicato efficacemente un modello organizzativo idoneo a prevenire reati analoghi, oppure

  • pur avendo adottato il modello, il reato è stato favorito da controlli carenti o inefficaci.

2. Sistema dei controlli interni
Non si fa più esclusivo affidamento sull’organismo di vigilanza, ma si valorizza l’intero sistema di controllo interno dell’ente, giudicato più idoneo a prevenire illeciti.

3. Valutazione del modello organizzativo
La valutazione sull’idoneità del modello resta affidata al giudice, che dovrà però considerare:

  • le linee guida delle associazioni di categoria,

  • le prassi accreditate dalla comunità tecnico-scientifica,

  • le buone prassi efficaci nel prevenire reati.

4. No al bis in idem
Per evitare una doppia sanzione quando ente e autore del reato coincidono sostanzialmente (es. in caso di socio unico), il giudice dovrà ridurre la sanzione all’ente, tenendo conto di quelle già inflitte alla persona fisica.

5. Presunzione di coincidenza soggettiva
Si presume coincidenza tra ente e autore del reato quando il reato è commesso da un soggetto apicale che possiede la quasi totalità delle quote e l’ente ha una struttura organizzativa minima.


Estinzione dell’illecito amministrativo: una novità assoluta

15 L’ente che ha adottato un modello organizzativo, ma con lacune rilevate dal PM, può:

  • chiedere al giudice, entro 30 giorni dalla chiusura delle indagini preliminari, un termine per correggere il modello;

  • presentare una proposta di adeguamento, offrendo il risarcimento del danno, la rimozione delle conseguenze dannose e la restituzione del profitto illecito.

Se il giudice valuta positivamente la proposta (in assenza di particolare gravità del fatto), sospende il procedimento, fissa un termine per gli interventi e richiede una cauzione.

Al termine, se le attività sono state completate, il giudice – sentite le parti – può dichiarare l’estinzione dell’illecito, disponendo la confisca del profitto.

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