OPPORTUNITA'

 
 
 
 

Ricerca e Sviluppo

Il Credito di imposta Ricerca e Sviluppo è una somma di denaro a cui hai diritto per aver sostenuto spese in ricerca e sviluppo per la tua attività. Lo stato riconosce l’importanza della ricerca in tutti i tipi di business, come elemento essenziale di crescita e di progresso.

 

Ambito di applicazione soggettivo

Il credito d’imposta è attribuito a tutte le imprese che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo negli esercizi dal 2015 al 2020, senza alcun limite forma giuridica, settore produttivo, o dimensioni.

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Ambito di applicazione oggettivo

 

  • lavori sperimentali o teorici svolti

  • ricerca pianificata o indagini critiche

  • acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati.

  • produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi

Costi agevolabili:

  1. Personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo.

  2. Spese relative a contratti con università, enti di ricerca e simili, con altre imprese.

  3. Quote di ammortamento di strumenti e attrezzature di laboratorio.

  4. Competenze tecniche e privative industriali.

Modalità di fruizione:

  

  • nessuna istanza preventiva (credito automatico);

  • credito compensabile in F24 ;

  • il credito non concorre alla formazione del reddito imponibile;

  • il credito è cumulabile con altre misure agevolative.

Contributi in conto interessi

Contributi in conto interessi

Il contributo in conto interessi è un una somma di denaro erogata a fronte della stipula di un contratto di finanziamento, generalmente a medio o lungo termine, tra l'impresa e una banca.

Il finanziamento è erogato in virtù di una legge nazionale o regionale, oppure di un regolamento camerale, ovvero da colori i quali hanno istituito lo strumento finanziario specifico, in convenzione con una serie di banche tra le quali il beneficiario ha facoltà di scelta.

Il contributo, erogato dall’ente pubblico gestore dello strumento (Stato, Regione, Camera di commercio, ecc.), è finalizzato all’abbattimento del tasso applicato all’operazione dalla banca, che può essere più favorevole rispetto al tasso di mercato.

Trattandosi di una normale operazione finanziaria, ai fini della concessione del finanziamento e della relativa agevolazione, la banca sottoporrà il richiedente alla consueta valutazione della capacità di rimborso del finanziamento e dell’esistenza di idonee garanzie.

Il finanziamento può essere concesso a fronte di un programma di investimenti complesso, dell’acquisto di singoli beni strumentali oppure per ripristinare la liquidità aziendale.

Investimenti in beni strumentali (ex iperammortamento)

Chi:

tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale

 

Cosa:

Un credito d’imposta su investimenti in:

§  beni materiali Industria 4.0

§  beni immateriali Industria 4.0

§  beni materiali ordinari

 

Quanto:

40% del costo (fino a 2.5 milioni, 20% sull’eccedente) per beni materiali 4.0

15% del costo per beni immateriali 4.0

6% del costo per beni ordinari

 

Quando:

Dal 1-1-2020 al 30-06-2021

Finanziamenti

a fondo perduto

I finanziamenti a fondo perduto sono degli investimenti forniti da fonti istituzionali o da pubbliche amministrazioni, i quali non prevedono restituzione né tassi di interesse. Sono quindi delle tipologie di ‘donazioni’ controllate volte a favorire alcune forme di impresa.

Spesso però questi finanziamenti possono essere ibridati da altri tipi di sostegno. In questo caso la restante parte della somma è soggetti ad altre forme di agevolazioni, come prestiti con bassi tassi di interesse.

Gli investimenti in questione possono essere erogati da vari soggetti, ad esempio con bandi europei o tramite fondi gestiti da regioni o comuni.

Nel bando viene spiegato nel dettaglio in cosa sono le agevolazioni, i requisiti e le modalità di presentazione della domanda.

I prestiti a fondo perduto possono essere presi in considerazione sia per imprese ancora da costituire, che per aziende già esistenti.

Spesso alla domanda deve essere allegato un business plan.

Garanzia al credito

Come già accennato, il fondo di garanzia è uno strumento predisposto dallo Stato a favore delle piccole e medie imprese al fine di facilitare l’accesso delle stesse al credito bancario.
Tali imprese, facendo ricorso al fondo di garanzia, possono contare sullo Stato come garante per ottenere la concessione di finanziamenti da parte delle banche.

Possono usufruire del fondo di garanzia solo le PMI, situate sul territorio italiano, che rispettino i requisiti previsti, ovvero che non abbiano più di 250 dipendenti e non più di 50 milioni di euro di fatturato.

Il fondo di garanzia costituisce un vantaggio non solo per le imprese, ma anche per le banche che concedono il finanziamento. Se le imprese infatti grazie al fondo e al fatto di avere come garante lo Stato riescono a ottenere più facilmente i finanziamenti, le banche, dall’altro lato, possono concedere credito a rischio zero: nel caso in cui il debitore risulti insolvente, infatti, potranno rifarsi direttamente sul fondo di garanzia o, qualora sia esaurito, sullo Stato.


Le imprese che vogliono ottenere un finanziamento utilizzando il fondo di garanzia, non possono rivolgersi direttamente al fondo ma dovranno comunicare alla banca a cui si rivolgono per ottenere il prestito la volontà di avvalersi di tale strumento.
Sarà quindi la banca a fare la domanda e interfacciarsi con il ministero.

Bonus

formazione 4.0

Chi:

Imprese residenti nel territorio dello Stato, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile.

Cosa:

Un credito d’imposta su spese relative al personale dipendente impegnato nelle attività di formazione.

Quanto:

50% del costo orario lordo sostenuto, nel limite massimo di 300.000 euro (piccole aziende);

40% del costo orario lordo sostenuto, nel limite massimo di 250.000 euro (medie aziende);

30% del costo orario lordo sostenuto, nel limite massimo di 250.000 euro (grandi aziende).

Quando:

Nel periodo d'imposta 2020.

Finanziamenti per la formazione

nelle aziende.

Gli imprenditori hanno la possibilità di organizzare all’interno della propria azienda corsi di formazione finanziati, per aggiornare od aumentare le competenze professionali dei propri collaboratori.

Parliamo quindi di “formazione finanziata” uno strumento di notevole importanza e di grande valore per tutte quelle aziende che intendono essere al passo con i cambiamenti e che desiderano formare il personale in modo continuo.

La formazione del personale è indispensabile affinché l’azienda rimanga competitiva all’interno del tessuto economico e sociale. La formazione finanziata ha infatti questa precisa finalià. L’istruzione dei dipendenti è finanziata attraverso Fondi resi disponibili dalla impresa stessa.

Formazione finanziata: i Fondi Interprofessionali

I Fondi Interprofessionali sono creati dalle aziende per essere a loro disposizione. Tali Fondi, sono gestiti da realtà specificamente autorizzate, ed hanno natura associativa. Sono costituiti anche dalle associazioni sindacali e datoriali. L’impresa può valutare di attingere alle risorse dei Fondi Interprofessionali quando intende finanziare una attività di aggiornamento e formazione dei dipendenti.

L’iscrizione ai Fondi è gratuita e volontaria per ogni azienda.

Quali sono le attività finanziabili con i Fondi Interprofessionali?

Le aziende possono utilizzare il Fondo allo scopo di finanziare la formazione:

  • Territoriale;

  • Settoriale;

  • Aziendale

per l’aggiornamento continuo del personale dipendente.

Inoltre, con i Fondi è possibile finanziare anche piani formativi individuali e quelle attività che sono comunque collegate alla formazione dei dipendenti.

Ricerca 

Innovazione

Design

Chi:

Imprese residenti nel territorio dello Stato, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile.

Cosa:

Un credito d’imposta su spese relative ad attività di ricerca, innovazione e design.

Quanto:

  • 12% delle spese sostenute per attività di ricerca e sviluppo fondamentale, industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico o tecnologico, nel limite massimo di 3.000.000 di euro;

  • 6% delle spese sostenute per attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o prodotti o processi nuovi o sostanzialmente migliorati, nel limite massimo di 1.500.000 di euro;

  • 10% delle spese sostenute per le attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0, nel limite massimo di 1,5 milioni di euro;

  • 6% delle spese sostenute per le attività di design e ideazione estetica, nel limite massimo di 1,5 milioni di euro.

 

Quando:

Nel periodo d'imposta 2020.

Responsabilità amministrativa delle società e degli enti

(D.lgs. 231/2001)

Il D.lgs n. 231/2001 ha introdotto nell’ordinamento italiano la responsabilità “penale” delle persone
giuridiche, per i reati commessi a loro vantaggio o nel loro interesse.

Il decreto, in particolare, prevede pesanti sanzioni a carico sia dell’Ente, con o senza personalità
giuridica, sia delle persone fisiche che lo rappresentano, in rapporto ad una serie di fattispecie criminose (cc.dd. "reati presupposto") previste dalla legge.

Tali reati spaziano dalla sicurezza sui luoghi di lavoro, alla Privacy, all’antiriciclaggio, ai reati
tributari, ai reati in materia ambientale
.

Il sistema sanzionatorio è molto articolato e muta da reato a reato prevedendo gravi conseguenze.

Infatti le sanzioni economiche possono arrivare fino a 1,5 Milioni di Euro, mentre le sanzioni interdittive possono prevedere anche il blocco definitivo dell’attività dell’azienda. Se a questo
aggiungiamo la possibile confisca dei proventi del reato, oltre che la pubblicazione della sentenza in
un registro a pubblica consultazione, risulta estremamente intuitivo capire che un’azione penale nei confronti dell’ente possa pregiudicare i rapporti con i clienti, con le banche, con i fornitori ect. fino, in definitiva, a mettere a serio rischio il futuro dell’ente stesso (fonte Network231).

La stessa legge a tal riguardo prevede che l’impresa possa essere esentata da responsabilità (articolo 6 D.Lgs 231/2001) se fornisce la prova di aver efficacemente adottato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e gestione (MOG) idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi e di aver vigilato sull'osservanza degli stessi.

In altri termini, stando alla lettera della legge, solo l’adozione del modello di organizzazione,
gestione e controllo
(“modello 231”), mette l’ente al riparo da tutte le possibili gravi conseguenze precedentemente accennate.
 
 
 
 
 
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